E non è un ristorante!

Pubblicato: giugno 19, 2010 in cavolate sparse, gente inutile, io e me stessa

Sì, lo so, è quasi l’una e mezza di notte e io non sto nè dormendo nè facendo qualcosa di più produttivo come, chessò, studiare. Ma oggi volevo rendervi partecipi di una cosa di cui sono incredibilmente orgogliosa. Perchè sì, finalmente, dopo anni e occasioni sprecate, sono riuscita a dare il ben servito come si deve ad un gran maleducato!
Stasera (o ierisera, visto che è il 20? Bon, ma chissenefrega) è stata la serata dell’allegro volontario, come la chiamo io. Una specie di sagra di paese in cui alcuni ragazzi, me compresa, dovevano servire alla cena di fine festa. Bene, erano circa 250 persone, il che significa che il piatto di pasta per tutti non si riusciva a dare in una botta sola, a meno che non avevano un fornello di un metro e mezzo e un tegame da due metri di diametro. Era ovvio che non tutti avrebbero mangiato alla prima mandata. Era altrettanto ovvio che ci sarebbero stati i soliti scassamaroni che per la paura di non mangiare (notifico, sono avanzati più di tre chili di pasta dopo il bis e un quantitativo non specificato di carne alla brace) avrebbero pedissequamente rotto le palle a noi poveri volontari. Vado a portare due piatti di pasta a due bambini ,ripeto, due bambini, quando un vecchio bavoso mi fa, tutto incazzato e a voce alta:

“AHO’, GUARDA CHE QUI ANCORA NON ABBIAMO MANGIATO!!!”

Avete presente quando vi scatta una molla nel cervello? Quando sapete già quello che dovete dire e come farlo? La mia risposta:

“Punto primo stavo portando la pasta a due bambini. Punto secondo la pasta c’è per tutti. Punto terzo QUESTO NON E’ UN RISTORANTE”

Quelli del mio tavolo mi stavano guardando un tantino intimiditi. Il vecchio m’ha guardato e s’è zittito in un microsecondo. E io mi sono guadagnata un momento d’inorgoglimento e l’eterna adorazione degli altri volontari. Perchè non mi pagano per servire ai tavoli e sbrodolarmi con il sugo, e se tu vuoi essere servito e riverito stattene a casa. Anzi, se stai a casa e parli così a tua moglie, spero che ti metta il Guttalax nel vino.

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