Archivio per la categoria ‘gente che si odia’

Meschinità

Pubblicato: aprile 15, 2010 in gente che si odia, gente inutile

Conversazione tra due amiche sentita in treno per puro caso:
A (ragazza piuttosto robusta): “Ah, ma lo sai che mi sono messa a dieta?”
B (ragazza believer magra): “Ma davvero? In effetti mi sembrava che fossi dimagrita”
A: “Eh, sì, ho già perso quattro chili”
B: “Dai, che poi fa bene stare un po’ a stecchino per l’estate”
…quindici minuti di cazzate random che non mi ricordo minimamente forse perchè erano, appunto, cazzate.
B: “Ma lo sai che devo ricomprare di nuovo i costumi da bagno?”
A: “Perchè?”
B: “Perchè quelli dell’anno scorso mi stanno larghi, se non smetto di dimagrire devo mettermi all’ingrasso!” risatina idiota.
……………………
Se ero la ragazza A avrei fatto una suplex all’altra, ricoprendola di insulti e scaraventandola fuori dal treno augurandole di morire di morte violenta.

Ah, la primavera!

Pubblicato: aprile 8, 2010 in gente che si odia

Finalmente è primavera, non se ne poteva più di questo freddo! Gli alberi hanno cominciato a germogliare, si sentono di nuovi gli uccellini cantare e dopo tanto penare tornano anche gli improponibili! Ora, io ho sempre avuto dei dubbi amletici riguardo la primavera: meglio le maniche corte con una felpa oppure quattro o cinque strati di vestiario vario da sbucciare tipo cipolla? Perchè si sa, la primavera è bastarda. Magari la mattina ti svegli con un sole che spacca le pietre, a mezzogiorno è caldissimo e alle quattro del pomeriggio diluvia e fa un freddo cane. E allora cominciano a girare per la strada alternativamente persone che:
– si vestono in base alla temperatura (tipo me)
– si vestono in base al calendario
Quest’ultima categoria è sempre fonte di gioia e di ilarità. Perchè ci sono quelli che mettono le maniche corte ad aprile anche se sono tre gradi e quelli che finchè non è il 15 non abbandonano il giubbotto imbottito. Oggi, tanto per dire, a mezzogiorno erano 23°C al sole, forse di più, con la maglia nera non calibro che sento sempre un caldo assurdo. Me ne stavo tranquilla a mangiare kebab quando, nel giro di mezz’ora, ho visto, in sequenza:
– tizia con maglia di lana e stivaloni
– uomo con felpona a pecora della napapijri ermeticamente chiusa
– ragazza con giubbino e ciabatte infradito (con unghia rigorosamente smaltata di nero)
– svariate persone in maniche corte (mise decisamente più adatta in quel momento)
Ora, mi chiedo, passi la tizia con la maglia di lana, può darsi che è partita stamattina dalla Norvegia e non sapeva bene come vestirsi, ma come si fa ad indossare delle infradito con il giubbotto? Che poi non erano infradito chiuse, no no, erano proprio lì con il piede al vento! Cioè, capisco che ognuno di noi ha una sensibilità propria al caldo e al freddo, però ci sono delle cose che sono oggettivamente ridicole in questo periodo dell’anno, come i sandali o le ciabatte. Oppure, orrore degli orrori, scarpe aperte sfoggiate con calze color carne, che penso siano l’apice del cattivo gusto. Oppure gli Ugg, quegli stivali così imbottiti di pelo che si moriva di caldo anche a gennaio. Ma sento che il peggio deve ancora arrivare perchè oggi, tornando, ho visto anche persone con un piumino fino alle ginocchia…

Santo leggings salvaci tu

Pubblicato: marzo 28, 2010 in gente che si odia, moda

Ci sono delle cose che proprio non capisco. Specialmente in fatto di moda. Specialmente nel caso in cui si parla di malvestite inside che al posto del culo hanno una portaerei ma che pensano di essere filiformi. E che portano i leggings sempre-e-comunque. Li mettono sotto alle gonne, sotto agli short, li usano come pantaloni con una semplice t-shirt sopra. La categoria che utilizza i leggings in quest’ultima maniera è allucinante, soprattutto se prendiamo a riferimento la classica donna a pera.

Prendiamo una mia conoscente che per convenienza chiameremo C (che sta per Cazzara, visto che nella vita non ha mai una minchia da fare, a parte farmi ridere ogni volta che la vedo vestita). Ecco, C è alta un cazzo e un barattolo, con degli stopposissimi capelli fint-biondo, un culo enorme e le gambe storte. Ora, mi rendo conto che vestirti può essere un filino complicato, ma quando anche io pesavo dieci chili di più mi vestivo benissimo senza sembrare una drag queen. Perchè fondamentalmente lei è nata per vestirsi in modo tale che i suoi difetti vengano evidenziati. Due degli outfits più belli li ho visti a due feste di laurea. Alla prima:
– leggings neri ultracoprenti, stivali mosci a punta con tacco raso terra e, dulcis in fundo, una maglia ampia e informe (vedi “sacco della spazzatura”) con bordi dorati che le arrivava a malapena a coprirle il popò.
Mentre alla seconda:
– leggings neri, sempre stivali mosci con punta e tacco raso terra e bellissima camiciola in fint-seta bianca, ancora più larga e informe della precedente, che le arrivava forse un pelino più giù, ma il colore non aiutava, visto che la faceva sembrare a dir poco enorme

Vi giuro, era qualcosa di inguardabile. Ma soprattutto erano inguardabili quegli stramaledittissimi leggings. Ma insomma, perchè non si è messa sotto un paio di normalissimi jeans? Tanto il culo ce l’hai grosso a prescindere, non è che con i leggings ti scambio per Kate Moss. Solo che io aborro i leggings usati come pantaloni, soprattutto quando ti evidenziano i difetti invece di nasconderli. E io non ce l’ho affatto con le persone grasse, anzi, nemmeno io sono filiforme, però sono una fiera sostenitrice del “vestiti in base a come sei”. Per dire, ti piacciono le minigonne? Bene, puoi mettertele, purchè tu non te le metta se hai delle gambe cellulitiche con buchi che sembrano crateri lunari. Se hai il culone, comprati dei jeans che non siano eccessivamente stretti e soprattutto non metterti delle cose informe e corte se: a) non hai le tette che sostengono b) se hai i fianchi larghi. Perchè così fa effetto colonna di travertino, e non è bello eh.