Archivio per la categoria ‘gente inutile’

Sì, lo so, è quasi l’una e mezza di notte e io non sto nè dormendo nè facendo qualcosa di più produttivo come, chessò, studiare. Ma oggi volevo rendervi partecipi di una cosa di cui sono incredibilmente orgogliosa. Perchè sì, finalmente, dopo anni e occasioni sprecate, sono riuscita a dare il ben servito come si deve ad un gran maleducato!
Stasera (o ierisera, visto che è il 20? Bon, ma chissenefrega) è stata la serata dell’allegro volontario, come la chiamo io. Una specie di sagra di paese in cui alcuni ragazzi, me compresa, dovevano servire alla cena di fine festa. Bene, erano circa 250 persone, il che significa che il piatto di pasta per tutti non si riusciva a dare in una botta sola, a meno che non avevano un fornello di un metro e mezzo e un tegame da due metri di diametro. Era ovvio che non tutti avrebbero mangiato alla prima mandata. Era altrettanto ovvio che ci sarebbero stati i soliti scassamaroni che per la paura di non mangiare (notifico, sono avanzati più di tre chili di pasta dopo il bis e un quantitativo non specificato di carne alla brace) avrebbero pedissequamente rotto le palle a noi poveri volontari. Vado a portare due piatti di pasta a due bambini ,ripeto, due bambini, quando un vecchio bavoso mi fa, tutto incazzato e a voce alta:

“AHO’, GUARDA CHE QUI ANCORA NON ABBIAMO MANGIATO!!!”

Avete presente quando vi scatta una molla nel cervello? Quando sapete già quello che dovete dire e come farlo? La mia risposta:

“Punto primo stavo portando la pasta a due bambini. Punto secondo la pasta c’è per tutti. Punto terzo QUESTO NON E’ UN RISTORANTE”

Quelli del mio tavolo mi stavano guardando un tantino intimiditi. Il vecchio m’ha guardato e s’è zittito in un microsecondo. E io mi sono guadagnata un momento d’inorgoglimento e l’eterna adorazione degli altri volontari. Perchè non mi pagano per servire ai tavoli e sbrodolarmi con il sugo, e se tu vuoi essere servito e riverito stattene a casa. Anzi, se stai a casa e parli così a tua moglie, spero che ti metta il Guttalax nel vino.

Ecco, poi mi vengono a dire che in Italia, in determinati ambiti, vengono assunte solo persone qualificate. Col cazzo, e scusate la finezza. Stamattina telefono al mio ragazzo tutta contenta per sapere come era andata il colloquio di lavoro, ultimamente è difficile trovarne uno, e anche lui ha fatto i salti di gioia quando gli hanno telefonato. E’ partito con tutti i buoni propositi del mondo e con tanta voglia di fare. Salvo poi che gli avrebbero fatto fare i sei mesi di stage ma molto probabilmente non l’avrebbero assunto, ma avrebbero assunto l’amico con cui aveva lavorato alla tesi. Perchè l’altro aveva più competenze? Macchè. Ad una prima analisi del “sei un po’ esuberante”, motivo tralaltro infondato, visto che devi lavorare come programmatore, non come becchino, è saltata fuori la puzza di bruciato. Finanto che non è saltato fuori il vero motivo: “No, perchè la sua ragazza (dell’altro) fa chimica e si laurea con il proprietario della ditta in cui dovresti lavorare”. Al telefono penso di aver capito male e gli chiedo di ripeterlo. No, avevo capito bene alla prima. Sapevo che in Italia la meritocrazia non conta un cazzo, ma sapere che conta così poco…boh, mi cadono i coglioni che non ho. Alchè ho pensato di aver sbagliato tutto nella vita, che invece di fare scienze naturali dovevo fare chimica. Che ne so, almeno riuscivo ad infilare delle persone a lavorare. Invece ho fatto scienze naturali e non conto un cazzo. E il mio ragazzo si è fatto il culo cinque anni e prendono il suo amico che di programmazione ne sa metà di lui. Che bello scoprire che studiare non serve ad una sega così. Ti paghi cinque anni di tasse poi tanto conta chi è il tuo ragazzo e la tua ragazza. Che poi parliamone, mica tuo padre, la tua ragazza! Cioè, non è che sono sposati, e se tra un mese lo manda a quel paese per non volerlo rivedere mai più? Proprio non ho parole. Forse il mio professore di geografia, quando diceva che saremmo diventati tutti spazzini, era stato anche troppo magnanimo.

Assenteismi

Pubblicato: aprile 22, 2010 in gente inutile, sfoghi

Se c’è una cosa che proprio non sopporto è la gente che rompe le scatole continuamente ma è un assenteista. Io sto finendo le lezioni della laurea specialistica proprio ora e, siccome dovevo scegliermi l’orario del corso opzionale visto che ero l’unica interessata, avevo ben pensato di metterlo ad un’ora comoda per evitare sfacchinate in treno e viaggi inutili. Fin qui tutto bene. Finchè un giorno non si presentano quelli del primo anno di specialistica che vogliono seguire questo corso perchè vogliono sostituirlo ad un altro. Ok, dico io, però vi attaccate, l’orario è questo, l’ho scelto da sola visto che nessuno si è mai presentato. E qui iniziano i problemi. Perchè quelli del primo anno della specialistica sono oberati di roba e vogliono farmi venire su il venerdì, il venerdì solo per seguire questo piccolo corso di cacca. Ovviamente mi sono subito detta contraria. Poi arriva E, la classica coglionazza, che mi dice: “Eh, ma scusa, perchè non vieni incontro tu ai nostri problemi?”. Ma manco per niente. Ma neanche se ti metti a leccarmi la suola delle scarpe. Io mi sono fatta un culo come una capanna l’anno scorso, per seguire tutto, se tu non vuoi seguire Idrobiologia perchè è ripetitivo sono cazzi tuoi, lasciatelo dire. Sai quanti corsi tutti uguali ho seguito in cinque anni? Tanti, troppi. Morale della favola? L’orario rimane lo stesso tranne che il giovedì, invece di fare dalle 11.00 alle 13.00 abbiamo fatto dalle 9.00 alle 11.00. Ma sapete qual è la cosa che mi fa imbestialire? Che la signorina E, dopo avermi spaccato i maroni un’ora, non viene quasi mai a lezione. Che ti possa venire il singhiozzo, stupida idiota!

Finestrini

Pubblicato: aprile 20, 2010 in gente inutile

Sono sempre stata una persona che per il quieto vivere farebbe di tutto. Non litigo mai, cerco di non arrabbiarmi mai, pur di non discutere spesso e volentieri lascio correre. Però ci sono delle cose che davvero non comporto. Oggi pomeriggio stavo tornando dall’università, finalmente era uscito il sole e ne ho approfittato per mettermi in maniche corte dentro al treno. Per carità, non era un caldo soffocante, però si stava bene. Mi si siede vicino un tizio, uno di quelli che c’ha la faccia perennemente incazzata, che non viene filato di striscio dai colleghi di lavoro che sono con lui e che ha la stessa simpatia di una cacca sotto alla scarpa. Fatto sta che apre il finestrino (io ero proprio in quel posto lì sotto) senza nemmeno chiedere. Lo guardo perplessa per un attimo, poi comincio ad avere freddo e lo chiudo. Mi fa: “Hai freddo?” e io rispondo “Sì, ho freddo” e lui, con voce scazzata “Sì ma io non respiro”. Mi sono limitata a scrollare le mani come per dire sai che cazzo me ne frega, per me puoi pure morire di caldo. E poi, se hai caldo, togliti quel minchia di maglione di lana, grazie al cavolo che hai caldo, hai la camicia di flanella e un maglione! Se hai caldo spogliati tu, io non mi vesto o rischio un raffreddore perchè il primo scassamaroni di turno è venuto a sedere vicino a me, ci sono altri tre vagoni interi dove andare. Vacci e restaci, grazie. Tanto per la cronaca, nessuno aveva aperto il finestrino nel mio vagone ma evidentemente non tutti sono così intelligenti da capire che siamo ad aprile, non a gennaio. Poi fortunatamente se ne è andato quattro posti più avanti. I suoi colleghi l’hanno guardato e poi si sono messi a ridere. Beh, non ci si può nemmeno aspettare più di tanto da uno che non si è perso una puntata dei RIS (sue testuali parole).

Meschinità

Pubblicato: aprile 15, 2010 in gente che si odia, gente inutile

Conversazione tra due amiche sentita in treno per puro caso:
A (ragazza piuttosto robusta): “Ah, ma lo sai che mi sono messa a dieta?”
B (ragazza believer magra): “Ma davvero? In effetti mi sembrava che fossi dimagrita”
A: “Eh, sì, ho già perso quattro chili”
B: “Dai, che poi fa bene stare un po’ a stecchino per l’estate”
…quindici minuti di cazzate random che non mi ricordo minimamente forse perchè erano, appunto, cazzate.
B: “Ma lo sai che devo ricomprare di nuovo i costumi da bagno?”
A: “Perchè?”
B: “Perchè quelli dell’anno scorso mi stanno larghi, se non smetto di dimagrire devo mettermi all’ingrasso!” risatina idiota.
……………………
Se ero la ragazza A avrei fatto una suplex all’altra, ricoprendola di insulti e scaraventandola fuori dal treno augurandole di morire di morte violenta.

Moda con stile

Pubblicato: aprile 15, 2010 in gente inutile, moda, sfoghi

Dopo tutto lo scombussolio derivato da fashion blog, blog di outfits e chi più ne ha più ne metta, vorrei aprire una piccola parentesi sulla moda, niente di serio eh (sia mai che io scriva cose serie). L’ispirazione mi è venuta quando qualche giorno fa io e mia madre siamo state da Luisa Spagnoli qui dove sto io, era il suo compleanno e io avevo duecenti sacchi (di padre, fratello e nonna) da farle spendere. Preciso, io non sono mai entrata in nessuna boutique, trovo che comprare cose firmate solo perchè sono firmate fa un tantino ridere, considerando certi capi di abbigliamento mostruosi che ogni tanto vedo nelle vetrine. Tanto per fare un esempio, una volta vidi in vetrina una T-shirt da donna di Frankie Morello, era orribile, bianca con delle scrittine tutte colorate, che manco al Terranova si vedono così brutte (per chi non lo sapesse, ogni anno il Terranova è pieno di magliette così, tutte sotto i 10€). Costava la bellezza di 94 euro! E tutti lì a dire quanto fosse bella, figa, quanto fosse bravo quello che fa le cose per questo marchio. Io non me la sarei comprata nemmeno se costava 1.99€, e chissenefrega se è di Frankie Morello, fa schifo lo stesso! Ma torniamo al discorso iniziale.
La boutique di Luisa Spagnoli che c’è qui da me non è grandissima ma molto carina, con tutti i capi ordinati per tipo (gonne, canotte, pantaloni, vestiti, giacche, etc) e ogni tipo ordinato per taglia. Ora direte “idiota, tutte le boutique sono fatte così”, sti cazzi, questa è la prima in cui entro e mi sembra una gran trovata, ok? Ora, mia madre non è propriamente un leggiadro fiorellino, anche a causa della tiroide, ed alcuni capi abbiamo dovuti scartarli a priori. Ha comunque trovato due magliette molto carine e chic e un bel vestitino color verde militare. Giuro che lo stile che regnava in tutti i capi era fantastico. Non c’erano cose truzze, niente di particolarmente immettibile, tutte cose semplici ma di buon gusto, con un dettaglio, di solito, che rendeva molto particolare ogni singolo capo. I vestiti erano meravigliosi e a prezzi tutto sommato accessibili: un vestito di seta con motivo floreale, perline e un taglio sotto il seno costava 116€. E sfido chiunque a dire che i capi della nuova collezione siano da tamarro. In nessuno, e dico nessuno c’è un logo o una scritta enorme per far vedere la firma. E non venitemi a dire che non sono cose di marca e che sono brutte solo perchè non si vede che sono firmate. Tutto questo sfoggiare di cose D&G, Cavalli e Louis Vuitton con marchi giganteschi è ridicolo, uno può vestirsi bene anche con abiti presi al mercato così come uno può essere inguardabile se firmato dalla testa ai piedi. Come disse Chanel “La moda passa, lo stile resta”

Say Hello!

Pubblicato: marzo 27, 2010 in gente inutile, sfoghi

E’ ora di renderlo visibile, sto cavolo di spazio, creato non so quanti mesi fa per metterci di tutto e poi rimasto in disuso fino ad ora. Comunque piacere, Araxe, donna “acida e stronza” a detta della sua cara madreh, quindi potete crederci. Ho creato questo blog di scorta per raccontare un po’ al resto del mondo quello che mi succede (per la serie: fatevi tranquillamente i cazzi miei). Niente di serio, state tranquilli. E’ già da troppo tempo che volevo postare qualche sfogo e oggi ho finalmente deciso che non mi sarei lasciata perdere quest’occasione. Ora, tutti con me, ripete questa frase:

“Non abbozzo le persone che ti chiedono consiglio, piangono sulla tua spalla, ti sfasciano i maroni e poi se ne fregano allegramente di quello che tu gli dici

Oh, ora mi sento meglio. Odio essere l’amica di scorta. Cioè, per carità, hai un problema? Il tuo moroso ti ha appena detto che ti trova interessante come una mattonella? Ti sei rotta un’unghia? Guarda, sono sempre disposta a sentire ciò che ti va storto. Però, nel momento in cui chiedi consiglio, sai a chi lo chiedi. E sai anche che non sono precisamente dolce e amorevole come un Trudino. No, io le cose che ho da dire te le dico in faccia e ti do consigli sinceri. Sei diventata una donna zerbino? Beh, sei una deficiente. Concetto che si può esprimere con parole meno esplicite, ma il senso rimane lo stesso. Quindi, dopo che il tuo ragazzo ti ha lasciato per avere l’ennesima pausa (scelta ponderata in ben due giorni di febbre! Uao!), dopo che ti ho detto che dovresti anche valutare gli aspetti negativi del vostro rapporto, dopo che ti ho detto che non è giusto che lui ti tratti sempre come una pezza da piedi, e dopo che tu mi davi ragione…bastano DIECI GIORNI e tu lo accogli a braccia aperte con lui che ti dice “sono stato uno stupido!”? Le cose sono due: o hai un curioso senso dell’umorismo oppure sei un’inguaribile cogliona. Propendo per la seconda. Ah, rivoglio indietro il mio libro “Falli soffrire, agli uomini piacciono le stronze”, in mano tua è solo carta sprecata. Ti prego solo la prossima volta di non farmi perdere pomeriggi interi a dire cose sensate, è una cosa che non mi si addice. Grazie.