Archivio per la categoria ‘sfoghi’

Ecco, poi mi vengono a dire che in Italia, in determinati ambiti, vengono assunte solo persone qualificate. Col cazzo, e scusate la finezza. Stamattina telefono al mio ragazzo tutta contenta per sapere come era andata il colloquio di lavoro, ultimamente è difficile trovarne uno, e anche lui ha fatto i salti di gioia quando gli hanno telefonato. E’ partito con tutti i buoni propositi del mondo e con tanta voglia di fare. Salvo poi che gli avrebbero fatto fare i sei mesi di stage ma molto probabilmente non l’avrebbero assunto, ma avrebbero assunto l’amico con cui aveva lavorato alla tesi. Perchè l’altro aveva più competenze? Macchè. Ad una prima analisi del “sei un po’ esuberante”, motivo tralaltro infondato, visto che devi lavorare come programmatore, non come becchino, è saltata fuori la puzza di bruciato. Finanto che non è saltato fuori il vero motivo: “No, perchè la sua ragazza (dell’altro) fa chimica e si laurea con il proprietario della ditta in cui dovresti lavorare”. Al telefono penso di aver capito male e gli chiedo di ripeterlo. No, avevo capito bene alla prima. Sapevo che in Italia la meritocrazia non conta un cazzo, ma sapere che conta così poco…boh, mi cadono i coglioni che non ho. Alchè ho pensato di aver sbagliato tutto nella vita, che invece di fare scienze naturali dovevo fare chimica. Che ne so, almeno riuscivo ad infilare delle persone a lavorare. Invece ho fatto scienze naturali e non conto un cazzo. E il mio ragazzo si è fatto il culo cinque anni e prendono il suo amico che di programmazione ne sa metà di lui. Che bello scoprire che studiare non serve ad una sega così. Ti paghi cinque anni di tasse poi tanto conta chi è il tuo ragazzo e la tua ragazza. Che poi parliamone, mica tuo padre, la tua ragazza! Cioè, non è che sono sposati, e se tra un mese lo manda a quel paese per non volerlo rivedere mai più? Proprio non ho parole. Forse il mio professore di geografia, quando diceva che saremmo diventati tutti spazzini, era stato anche troppo magnanimo.

Ci risiamo

Pubblicato: maggio 17, 2010 in sfoghi

Mi sono sempre chiesta il perchè, sebbene tutte le persone che mi circondano sono adulte e io stessa lo sono, si litiga. La risposta, direte voi, è semplice: perchè a qualcuno non sta bene qualcosa. Eppure dovrebbe scattare in noi quel qualcosa che ci permette di misurarci da esseri intelligenti, come supponiamo di essere, nella nostra grande presunzione. Se c’è qualcosa che non mi va bene, te lo dico senza bisogno di urlare ed alzare la voce e se l’altro è una persona matura come me, mi risponde tranquillamente e allo stesso modo.
Forse ho questo odio atavico per i litigi perchè i miei litigavano e litigano continuamente. Si urlano contro, si offendono, l’uno minaccia l’altro di andarsene, per due o tre mesi non si parlano come se l’altro non esistesse, poi fanno pace e la tiritera inizia da capo un’altra volta. E io mi sarei anche rotta altamente i coglioni. Io che non alzo la voce nemmeno se mi pagano, io che per evitare grane mando giù e non dico niente. Mi chiedo, è normale che io e il mio ragazzo siamo le uniche persone veramente normali capaci di sostenere una discussione civile senza tramutarci in scimmie urlatrici? Sono quasi cinque anni che stiamo insieme e ci fosse stata una volta in cui abbiamo litigato (anzi, tocchiamoci, sia mai). Abbiamo avuto anche noi i nostri bassi, ma abbiamo sempre cercato di parlarne. Eppure i miei non ci riescono. Oggi mia madre se ne andata sbattendo la porta dopo l’ennesima litigata furiosa per destinazione…boh, non lo so e non me ne frega proprio niente. Mi sono rotta di essere sempre quella che cerca di parlare e di far parlare, perchè puntualmente mi viene intimato di starmi zitta che “non capisci niente”.
Poi mi vengono a dire che i ragazzi sono tutti bamboccioni e non se ne vogliono mai andare dalla loro casa natale. No, io non vedo l’ora di levare le tende, il tempo di trovare un lavoro che si chiama tale e mi tolgo dalle scatole, voglio andare quanto più lontana possibile da questo manicomio.

Scatti d’ira

Pubblicato: maggio 2, 2010 in sfoghi

Mi reputo una persona estremamente calma e posata, evito sempre di arrabbiarmi, ma nonostante tutto non riesco ad evitare gli scatti d’ira. Specialmente quando chi mi sta intorno comincia a darmi sui nervi, mi infastidisce e comincia ad urlarmi contro. Come stasera. E’ da tanto che cercavo “Viaggio al centro della terra” di Verne e mia madre oggi me l’ha regalato, tornando dal supermercato. Ero davvero contenta. Poi dopo cena mia madre ha cominciato come al solito ad urlare, a prendersela con me perchè i suoi libri erano in disordine e perchè quel suo tomtom merdoso era ancora fuori dalla scatola, visto che non l’aveva messo a posto. E mi sono scattati i cinque minuti. Vado in camera da letto per mettere a posto il libro nuovo e invece di posarlo sul comodino lo strappo in mille pezzi, pagina per pagina, con gusto e piacere, pezzi che sono andati a finire puntualmente nei rifiuti. In quel preciso istante mi sono sentita in pace, come se con quel gesto avessi spezzato la tensione. Sì, sono una perfetta idiota, ho buttato via soldi e un libro, che di per sè è una cosa preziosa, ma tutto ciò che volevo in quel preciso istante era non volere quel regalo, che non ho chiesto e che in quel momento per me rappresentava qualcosa di indesiderato, fastidioso e non voluto. Me lo ricomprerò domani, se ne ho voglia, e voglio che sia mio, non mio per altri mezzi.

Assenteismi

Pubblicato: aprile 22, 2010 in gente inutile, sfoghi

Se c’è una cosa che proprio non sopporto è la gente che rompe le scatole continuamente ma è un assenteista. Io sto finendo le lezioni della laurea specialistica proprio ora e, siccome dovevo scegliermi l’orario del corso opzionale visto che ero l’unica interessata, avevo ben pensato di metterlo ad un’ora comoda per evitare sfacchinate in treno e viaggi inutili. Fin qui tutto bene. Finchè un giorno non si presentano quelli del primo anno di specialistica che vogliono seguire questo corso perchè vogliono sostituirlo ad un altro. Ok, dico io, però vi attaccate, l’orario è questo, l’ho scelto da sola visto che nessuno si è mai presentato. E qui iniziano i problemi. Perchè quelli del primo anno della specialistica sono oberati di roba e vogliono farmi venire su il venerdì, il venerdì solo per seguire questo piccolo corso di cacca. Ovviamente mi sono subito detta contraria. Poi arriva E, la classica coglionazza, che mi dice: “Eh, ma scusa, perchè non vieni incontro tu ai nostri problemi?”. Ma manco per niente. Ma neanche se ti metti a leccarmi la suola delle scarpe. Io mi sono fatta un culo come una capanna l’anno scorso, per seguire tutto, se tu non vuoi seguire Idrobiologia perchè è ripetitivo sono cazzi tuoi, lasciatelo dire. Sai quanti corsi tutti uguali ho seguito in cinque anni? Tanti, troppi. Morale della favola? L’orario rimane lo stesso tranne che il giovedì, invece di fare dalle 11.00 alle 13.00 abbiamo fatto dalle 9.00 alle 11.00. Ma sapete qual è la cosa che mi fa imbestialire? Che la signorina E, dopo avermi spaccato i maroni un’ora, non viene quasi mai a lezione. Che ti possa venire il singhiozzo, stupida idiota!

Cinema 3D

Pubblicato: aprile 17, 2010 in film, sfoghi

Io non sono una grande cinefila, il cinema mi piace ma ci vado sì e no quattro o cinque volte all’anno, quando ci sono quei film che aspetto da mesi. Se contiamo che sto in un paese relativamente piccolo, indi per cui non tutte le pellicole nuove vengono proiettate, è facile capire il perchè aspetto che un film esca in dvd. Quando, però, c’è qualcosa che voglio veramente vedere, sono disposta a spendere i miei 7.50€ (facciamo 5€, cerco sempre di andare la sera in cui c’è un solo spettacolo e quindi costa meno). C’è solo una cosa che non comporto nei cinema odierni: il 3D. Per carità, una delle cose più rivoluzionarie degli ultimi anni, ma a me fa venire mal di testa e a furia di guardare le immagini tutte fighe mi perdo la trama che, almeno in teoria, è l’unico motivo per cui ti vuoi vedere il film. E mi fa venire mal di testa. Sì, lo so, sono un caso umano, però è un motivo in più per non spendere 10€ di biglietto e farsi 60km in macchina. Sono una tradizionalista, voglio i film in 2D. E invece adesso, nel nostro unico cinema, hanno messo il 3D nella sala grande, il che significa che se vuoi vedere quel film, o te lo vedi in 3D oppure nisba, perchè nella sala piccola viene proiettata un’altra pellicola. Ecco, posso mandarvi cordialmente a quel paese? C’era tutto questo bisogno impellente di fare lavori su lavori, spendere soldi su soldi, per mettere il 3D in un cinema in cui il numero medio di spettatori ogni sera è 15? E soprattutto perchè io, povera crista con mentalità antidiluviana, adesso devo farmi 60km per vedere un film normale? Era troppo semplice mettere il 3D nella sala piccola? Oppure proiettare almeno una sera lo stesso film in 2D e in 3D? Sì, ma certo che era troppo semplice. Eppure la gente non è votata all’ovvio, l’ovvio è sempre qualcosa di troppo difficile. Vaffanculo, tanto lo so che il nuovo Harry Potter lo faranno vedere in 3D, e io col cazzo che spendo 11€ per l’anteprima per poi uscire dal cinema con l’emicrania!

P.S. L’unica cosa che mi ha sollevato il morale in questa giornata fredda e grigia è stato l’arrivo, tanto agognato, del mio Essie Mink Muffs, di cui avevo parlato qualche post fa! Ovviamente è già bello che steso sulle mie unghie e fa mostra di se nel mobile del bagno.

Governi e popoli

Pubblicato: aprile 16, 2010 in sfoghi

Oggi ho riguardato Sicko, l’avevo già visto tempo addietro ma avevo voglia di rinfrescarmi un po’ le idee, lo stile di Michael Moore mi piace molto e ho visto anche Fahrenheit 9/11 e La colomba bianca (spero di non aver sbagliato titolo, sbaglio sempre volatile). Ma non è di Sicko che voglio parlare, quanto di una frase che ha detto una donna americana che vive in Francia:

“In Francia è il governo ad avere paura del proprio popolo, mentre in America sono le persone ad aver paura del proprio governo”

Le citazioni di V per Vendetta qui si sprecherebbero. Ricordo solo la frase di V: “I popoli non dovrebbero avere paura dei propri governi, sono i governi che dovrebbero aver paura dei popoli”. Mi sono tanto sentita un’americana media in una piccola America. Siamo bravi a parlare, a fare gesti plateali ma in realtà non facciamo mai niente, quanto dura, in media, una manifestazione qui in Italia? Un giorno, due? Poi tutti se ne dimenticano, nessuno ne parla e tutto è esattamente come prima. In questi casi ha ragione mio padre, la vera differenza tra noi e la Francia è che loro hanno fatto una rivoluzione, noi no. Se a loro una cosa non sta bene, si ribellano con i cazzi e i controcazzi. Con noi finisce tutto in tarallucci e vino, come è accaduto per la scuola e l’università. Abbiamo fatto finta di ribellarci, perchè in realtà non abbiamo fatto niente. E non ci prendiamo in giro, se solo volessimo basterebbero quattro milioni di italiani per far tremare di paura quei mille che sono al potere.

Moda con stile

Pubblicato: aprile 15, 2010 in gente inutile, moda, sfoghi

Dopo tutto lo scombussolio derivato da fashion blog, blog di outfits e chi più ne ha più ne metta, vorrei aprire una piccola parentesi sulla moda, niente di serio eh (sia mai che io scriva cose serie). L’ispirazione mi è venuta quando qualche giorno fa io e mia madre siamo state da Luisa Spagnoli qui dove sto io, era il suo compleanno e io avevo duecenti sacchi (di padre, fratello e nonna) da farle spendere. Preciso, io non sono mai entrata in nessuna boutique, trovo che comprare cose firmate solo perchè sono firmate fa un tantino ridere, considerando certi capi di abbigliamento mostruosi che ogni tanto vedo nelle vetrine. Tanto per fare un esempio, una volta vidi in vetrina una T-shirt da donna di Frankie Morello, era orribile, bianca con delle scrittine tutte colorate, che manco al Terranova si vedono così brutte (per chi non lo sapesse, ogni anno il Terranova è pieno di magliette così, tutte sotto i 10€). Costava la bellezza di 94 euro! E tutti lì a dire quanto fosse bella, figa, quanto fosse bravo quello che fa le cose per questo marchio. Io non me la sarei comprata nemmeno se costava 1.99€, e chissenefrega se è di Frankie Morello, fa schifo lo stesso! Ma torniamo al discorso iniziale.
La boutique di Luisa Spagnoli che c’è qui da me non è grandissima ma molto carina, con tutti i capi ordinati per tipo (gonne, canotte, pantaloni, vestiti, giacche, etc) e ogni tipo ordinato per taglia. Ora direte “idiota, tutte le boutique sono fatte così”, sti cazzi, questa è la prima in cui entro e mi sembra una gran trovata, ok? Ora, mia madre non è propriamente un leggiadro fiorellino, anche a causa della tiroide, ed alcuni capi abbiamo dovuti scartarli a priori. Ha comunque trovato due magliette molto carine e chic e un bel vestitino color verde militare. Giuro che lo stile che regnava in tutti i capi era fantastico. Non c’erano cose truzze, niente di particolarmente immettibile, tutte cose semplici ma di buon gusto, con un dettaglio, di solito, che rendeva molto particolare ogni singolo capo. I vestiti erano meravigliosi e a prezzi tutto sommato accessibili: un vestito di seta con motivo floreale, perline e un taglio sotto il seno costava 116€. E sfido chiunque a dire che i capi della nuova collezione siano da tamarro. In nessuno, e dico nessuno c’è un logo o una scritta enorme per far vedere la firma. E non venitemi a dire che non sono cose di marca e che sono brutte solo perchè non si vede che sono firmate. Tutto questo sfoggiare di cose D&G, Cavalli e Louis Vuitton con marchi giganteschi è ridicolo, uno può vestirsi bene anche con abiti presi al mercato così come uno può essere inguardabile se firmato dalla testa ai piedi. Come disse Chanel “La moda passa, lo stile resta”